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pizzeria la vita è bella

La giusta casa per la mia pizza

Quando ho immaginato il mio progetto avevo le idee chiare, o almeno era quello che pensavo, ma a volte le cose non vado come pensi tu, e meno male aggiungerei; avevo in mente tante cose tra cui le mura, cercavo un locale che fosse accogliente ma pratico al tempo stesso, in cui poter lavorare bene e che fosse comodo per i miei clienti.

Pensavo di avere le idee chiare ma il locale le aveva più di me; avvolto nel fascino del Centro Storico di Terracina, di cui è parte integrante della storia, nasce questa “Posterula”, che non è nient’altro che una porta di ingresso molto angusta nascosta nelle mura della città, una porta che negli anni ha dato il nome alla zona, quella zona di cui fa parte il mio locale, per questo motivo ancora oggi sono visibili pezzi di storia un po’ ovunque.

Ma questa è solo una parte della storia, la parte più affascinante sotto il punto di vista del mistero che circonda questo posto, la cosa che mi colpì di più però fu la sua anima, le sue origini e la sua predisposizione; nato come parte delle stalle del pontefice Papa Pio VI che usava venire a Palazzo Braschi durante la bonificazione per controllare lo svolgimento dei lavori, divenne nel tempo di proprietà della famiglia Azzola come tutto il palazzo, vennero trasformate così ad uso cantina, solo negli anni 50 però avvenne la magia, quando Antonio ci vide le potenzialità per aprire un forno, dove poter cuocere il pane e fare i dolci tipici per tutta la città; all’epoca il forno era molto più grande ed occupava tutta la parte centrale del locale, ci si potevano cuocere venti quintali di pane alla volta; in poco tempo il forno di famiglia lavorava sempre senza sosta per soddisfare le tante richieste dei concittadini, quel forno ha fatto la storia della città, ha visto diventare fornai molte persone, che lavorando al suo interno hanno appreso l’arte tradizionale del fornaio, come Agnesina per esempio, che oggi è molto popolare e conosciuta da tutti per i suoi Tortoli terracinesi.

Col passare degli anni Antonio e la moglie Inelia, che nel frattempo si era affiancata al marito per dare una mano, passarono lo scettro a Franco e Giovanni, i loro figli; il forno andò così fino al 1987, anno in cui spostarono l’attività in Viale Europa dove poi la proseguì Giovanni fino al 2015 anche in Via la Neve, la città si era allargata molto nella sua parte bassa e nacque l’esigenzi di essere più facili da raggiungere. I locali rimasero però della famiglia, quel posto aveva ancora tanto da raccontare e da vedere, come fece leva su di me qualche tempo dopo anche sulla famiglia Azzola riuscì a trasmettere questo messaggio, tant’è che nel 1990 rinacque come pizzeria; il suo primo pizzaiolo fu Carmine Cariola, di origini partenopee. Negli anni continuò il susseguirsi di grandi pizzaioli, alcuni lo divennero proprio in questo locale; l’attività durò per ben 23 anni.

Poi arrivai io, come dicevo, pensavo di avere le intenzioni chiare all’epoca, avevo viaggiato tanto e fatto molte esperienze e non vedevo l’ora di cimentarmi nella mia cucina, ma quel forno…quel forno mi parlava attraverso le persone che lo hanno vissuto per tutti quegli anni, in particolar modo Gianfranco, nipote di Antonio e figlio di Franco, sosteneva che quel forno aveva ancora molto da dare, così seguendo il suo consiglio decisi di unire la pizza con la mia cucina gourmet e cominciai a sentire quella magia di cui tanto avevo sentito parlare, ero molto ispirato e motivato, nel tempo le mie creazioni uscivano in modo naturale, come “La Vita è bella” per esempio, ma anche tante altre varianti.

Ho pensato di condividere con voi questa storia perchè mi rendo conto che per quanto queste mura possano essere accoglienti ed interessanti sotto il punto di vista storico, la vera magia nasce da quel forno e da tutti quelli che ci hanno lavorato; questo posto possiede un anima che arde e che cuoce le pizze che ancora oggi potete mangiare quando mi venite a trovare, per me è come avere un valido collaboratore, un elemento fondamentale ed insostituibile.

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